MOSTRA: TIMELESS. Marieluise Bantel e i suoi fiori
- 18 mar
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 7 ago
Tutte le fasi della vita di un fiore, in mostra dal 18 febbraio al 12 aprile 2026

“Embrace” di Marieluise Bantel, per gentile concessione dell'artista
Questa mostra rientra nell'ambito di “The Garden Project”, una partnership tra l’Associazione Culturale Il Palmerino e la Fondazione Calliope Arts, in collaborazione con il British Institute di Firenze, con un ringraziamento speciale per il generoso sostegno dei donatori Margie MacKinnon e Wayne McArdle.
Note dell’artista
“Trasporre il meraviglioso mondo dei fiori in un contesto profondo e complesso è una sfida alla quale mi dedico con passione. Con la mia arte rappresento il variegato mondo delle piante; oltre a ciò, i miei dipinti utilizzano le piante come simboli della totalità della vita a tutti i livelli, comprendendone tutte le sfaccettature. In questo modo, catturo l’espressività dei fiori in molti modi diversi. Lo splendore dei fiori cerca sempre di dirci qualcosa. Con le loro curve, ramificazioni, rilievi, cavità, forme e giochi di colori, vogliono catturarci, comunicare con noi e deliziarci.
I fiori mostrano luce e ombra, vita e morte – il dualismo della vita, che è un compagno costante di ogni essere vivente. Rappresentare questa realtà e renderla accessibile è un compito che mi sono prefissata. I miei dipinti floreali fungono da metafore della natura onnicomprensiva della vita in un mondo di freddi prodotti di massa. Solo lo sguardo attento alle caratteristiche individuali ci permette di riconoscere l’essenza e l’unicità della vita. Ogni fiore è individuale, unico e, pertanto, prezioso quanto la vita stessa.”

“Dissolution” di Marieluise Bantel, per gentile concessione dell'artista
Approfondimenti della curatrice
«Uno dei messaggi trasmessi dall’arte di Marieluise Bantel, oltre alla bellezza e alla straordinaria maestria con cui esalta i fiori, è la sobria saggezza con cui osserva le sottili variazioni che accompagnano la brevissima vita dei suoi soggetti preferiti nel corso della loro esistenza», afferma la curatrice della mostra Federica Parretti. «Non ci sono accuse né provocazioni, ma solo una profonda dolcezza e serenità nel trasmettere la sua visione artistica. La sua è una metafora che ci invita a riflettere sulla trasformazione della nostra età biologica e sui cambiamenti che – osservati attraverso la sua lente d’ingrandimento – ridonano splendore ai colori mentre si scuriscono e trasmettono la dignità delle posture che si piegano con l’età».
«Ha avuto il coraggio di reinventarsi in età avanzata, con la curiosità di una ragazzina, affrontando un percorso formativo estremamente complesso a settant’anni. La sua determinazione nel mettere in primo piano la propria storia e la passione per i fiori – anche quando i suoi insegnanti le chiedevano di raffigurare soggetti ben più aggressivi e “socialmente rilevanti” – costituisce una storia atipica di inestimabile valore», continua Parretti.
«È un esempio che ci ricorda come sia possibile reinventarci in qualsiasi momento, in qualsiasi fase della nostra vita, senza perdere la costanza né la profonda sensibilità che abbiamo sviluppato nel corso degli anni. Marieluise è stata la prima a credere in questa scelta e la difende con determinazione e coraggio, senza mai cedere né tirarsi indietro, ma donando invece se stessa completamente, con tutto il cuore. Soprattutto, è grata di essere apprezzata dai giovani che, affascinati dal suo lavoro, ne colgono anche il significato più profondo.»

Marieluise con i suoi fiori, per gentile concessione dell'artista
Maggiori informazioni sull’artista
Nel 2019, all’età di 66 anni, Marieluise Bantel si è ritirata da quella che definisce «una gratificante carriera nell’insegnamento che mi ha mantenuta giovane». Era giunto il momento, pensò, di perseguire il sogno che i suoi genitori avevano ritenuto irrealizzabile nella Germania del dopoguerra: quello di diventare un’artista professionista. Nei quattro anni successivi, ha conseguito un diploma in Pittura Libera presso l’Accademia di Arte e Design Freie Kunstschule di Stoccarda. A parte la formazione, la prima “grande occasione” di Marieluise nel mondo dell’arte è stata in realtà una “svolta”, quando ha deciso di seguire il consiglio di suo figlio, Adriano Gomez Bantel, che la incoraggiava costantemente a superare la sua timidezza ed esporre le sue opere al pubblico. Le sue prime due mostre personali in Germania, al Castello di Filseck a Göppingen e al Palazzo Residenziale di Ludwigsburg, si tennero nel 2013.
La seconda “grande occasione” per Bantel è stata un incontro di menti avvenuto diversi anni dopo, nel 2021, quando Suzannah Crabb, fondatrice e titolare del marchio di haute couture Suzannah London, ha scoperto i fiori di Bantel su Instagram e le ha proposto un progetto di collaborazione, in cui i dipinti dell’artista sarebbero diventati un motivo di “slow fashion”. «Fin dal primo momento, ho capito che la profondità e la sensibilità dell’opera di Marieluise Bantel si sarebbero tradotte magnificamente sui tessuti», afferma Crabb. «Il nostro percorso è iniziato con un dipinto di un’ortensia che ha immediatamente catturato la mia attenzione. Mi sono innamorata del modo in cui l’ha dipinto: le sfumature, il movimento naturale e la straordinaria profondità creata da strati di colore squisitamente delicati. Io realizzo le tele in fibra pura perfette e le silhouette che si armonizzano perfettamente con la sua visione e la sua percezione delle piante che dipinge. Con ogni pezzo, la mia intenzione è quella di rendere omaggio alla sua arte». La straordinaria storia di successo di Bantel non si limita al mondo della moda o dell’arredamento. Negli ultimi tredici anni della sua carriera artistica, l’artista settantasettenne ha esposto le sue opere e vinto premi internazionali in Germania e oltre, in paesi come la Spagna e la Corea del Sud. Ha esposto e partecipato a numerose fiere d’arte ed esposizioni in Inghilterra, Belgio, Svizzera e, più recentemente, nel dicembre 2025, ha ricevuto una menzione d’onore alla XV Biennale di Firenze.




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