Alii Horti – Dalla biblioteca al palcoscenico del giardino, 29 giugno 2026 / 19:00 – 20:00
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Crediti fotografici: Locchi, Nadia e Marussia Yartseff mentre interpretano *Fantasia Notturna* al Teatrino di Villa La Pietra, 1927. [III.A.7.1] ©New York University, The Acton Photograph Archive, Villa La Pietra, Firenze
Prenotazione obbligatoria: https://events.nyu.edu/event/400069-alii-horti-from-library-to-garden-stage
I biglietti sono tutti esauriti.
Alii Horti è uno spettacolo di danza interamente al femminile, ideato dall’Associazione Il Palmerino grazie a un contributo della Calliope Arts Foundation con la coreografia di Sophie Robinson (Università di Toronto), in omaggio alle donne legate alla lunga storia di Villa La Pietra. L’evento fa parte di un’iniziativa triennale più ampia, “The Garden Project”, ed è inserito nel programma dell' Estate Fiorentina 2026.
Attingendo a ricerche d’archivio e a una composizione musicale originale di Artemis Skarmoutsos, lo spettacolo intreccia le storie di cinque donne straordinarie che hanno abitato Villa La Pietra, tracciando una linea tra resistenza femminile, sacrificio e dedizione alle arti. La ricerca storica, la coreografia e la composizione musicale sono sviluppate in parallelo, con l’obiettivo di comunicare questa storia attraverso il movimento. Intrecciata all’opera è l’arte di Elena Salvini Pierallini, un’artista fiorentina multimediale che presenta una mostra a Il Palmerino come cornice che collega i vari eventi della serie “Esplorazioni”.
Coreografa:
Sophie Robinson
Ballerine:
Celia Donoso Clemente, Margaret Dwyer, Camila Recabarren, Ava Renspie, Sophie Robinson
Compositrice:
Artemis Skarmoutsos (Viola)
Altra musica:
Florence Price. Luise Adolpha Le Beau, Barbara Strozzi
Idea Costumi:
Matilda Ponsonby
Tirocinanti:
Sarah Drotleff, Camille Malgorn, Ally Ralston
Coordinatore del progetto:
Federica Parretti
Le donne illustri che hanno vissuto a Villa La Pietra:

Hortense Mitchell Acton
Hortense nacque nel 1871 a Chicago, nell’Illinois. Si trasferì definitivamente a Firenze nel 1903 dopo aver sposato suo marito, Arthur Mario Acton. La signora Acton acquistò la villa dopo la nascita dei loro figli, Harold e William. Hortense era un’appassionata viaggiatrice e visitò diverse città italiane e il resto del mondo. Durante i suoi viaggi in Italia scriveva spesso a sua madre raccontandole la gioia di trovarsi nella “civiltà”. Documentò i suoi primi anni di vita in Italia in un album fotografico, che permette di comprendere meglio le sue esperienze.

Ortensia Capponi Incontri
Ortensia, nata nel 1814, ereditò la villa nel XIX secolo. La sua famiglia, in particolare Piero di Niccolò Capponi, ne era proprietaria fin dal 1545. Ortensia era una figura di grande maternità. Sua madre, Giulia, morì dandole alla luce. Ortensia morì a sua volta all’età di 29 anni mentre dava alla luce il suo quinto figlio.

Maria Maddalena Frescobaldi Capponi
Maria Maddalena, nata nel 1771, era una nobildonna colta e madre devota del famoso politico Gino Capponi. Completò la sua formazione all’età di 18 anni e studiò presso un conservatorio. Sebbene fosse una nobildonna, si dice che la sua famiglia mirasse a crescere i propri figli con umiltà e a contribuire alla loro crescita intellettuale e religiosa. Si dedicò alla politica al suo ritorno a Firenze, alla corte del Granduca Ludovico. Maria era molto filantropica, aiutava le donne ospitate nell’Ospedale degli Incurabili, a Bonifazio.

Nera Corsi Sassetti
Nera sposò Francesco Sassetti nel 1458. Diede alla luce diversi figli e fu quindi considerata una figura di spicco all’interno della famiglia. Fu sepolta nella Cappella dei Sassetti nella Chiesa di S. Trinita a Firenze, dove fu raffigurata come una donna devota nel famoso affresco di Domenico Ghirlandaio.

Alessandra Macinghi Strozzi
Alessandra era una donna benestante e una scrittrice nata nel 1406 a Firenze. Ricoprì un ruolo di primo piano all’interno della sua famiglia come mediatrice negli affari: dopo la morte del marito nel 1435, gestì il patrimonio di famiglia e intrattenne una corrispondenza epistolare con i figli mentre questi erano in esilio, al fine di combinare i loro matrimoni. La sua identità di figura familiare forte emerge chiaramente da una raccolta delle sue lettere, che descrivono una «donna che lottò con tenacia per preservare i beni della sua famiglia» (cit. Heather Gregory, Selected Letters of Alessandra Strozzi. University of California Press: 1997) e ne ritraggono la dedizione alla famiglia.




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