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Alii Horti II – Dagli Archivi alla Scena del Giardino - 2 Luglio 2026 / 17.45 – 19.00

  • 18 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 19 giu

Il Giardino restaurato di Villa La Quiete
Il Giardino restaurato di Villa La Quiete

Alii Horti è uno spettacolo di danza interamente al femminile, ideato dall’Associazione Il Palmerino grazie a un contributo della Calliope Arts Foundation con la coreografia di Sophie Robinson (Università di Toronto). Questo spettacolo rende omaggio alle donne legate alla lunga storia di Villa La Quiete e fa seguito allo spettacolo tenutosi a Villa Pietra. L’evento fa parte di un’iniziativa triennale più ampia, “The Garden Project”, ed è inserito nel programma dell' Estate Fiorentina 2026.


Giovanni da San Giovanni - La Quiete
Giovanni da San Giovanni - La Quiete

Attingendo a ricerche d’archivio e a una composizione musicale originale di Artemis Skarmoutsos e di altre tre compositrici di varie epoche, lo spettacolo intreccia le storie di quattro donne straordinarie che hanno abitato Villa La Quiete, tracciando una linea ereditaria tra resistenza femminile, sacrificio e dedizione alle arti. La ricerca storica, la coreografia e la composizione musicale si sono sviluppate in parallelo, con l’obiettivo di comunicare questa storia attraverso il movimento. Intrecciata all’opera è l’arte di Elena Salvini Pierallini, un’artista fiorentina multimediale che presenta una mostra a Il Palmerino come cornice che collega i vari eventi della serie “Esplorazioni”.



Prenotazione obbligatoria: associazione@palmerino.it


Coreografa:

Sophie Robinson

Danzatrici:

Celia Donoso Clemente, Margaret Dwyer, Camila Recabarren, Ava Renspie, Sophie Robinson

Compositrice: Artemis Skarmoutsos (Viola)

Altra musica:

Florence Price. Luise Adolpha Le Beau, Barbara Strozzi

Idea Costumi:

Matilda Ponsonby

Tirocinanti:

Sarah Drotleff, Camille Malgorn, Ally Ralston

Coordinatore del progetto:

Federica Parretti


Le donne illustri che hanno vissuto a Villa La Quiete:


Cristina di Lorena

Cristina di Lorena fu reggente del Granducato di Toscana dopo la morte del marito. Acquistò la villa nel 1627, con l’intenzione di trasformarla in una residenza di campagna. Per arricchire la villa, commissionò a Giovanni da San Giovanni la realizzazione di un affresco che incarnasse la quiete, intitolato «La Quiete che placa i venti», da cui deriva il nome Villa La Quiete. Era inoltre molto interessata alla scienza, tanto da intrattenere una corrispondenza epistolare con Galileo Galilei. Fu proprio lei a cui è dedicata la più importante delle quattro lettere copernicane inviate da Galileo, nelle quali si sosteneva che il sistema eliocentrico copernicano non fosse in contrasto con le Sacre Scritture. Muore il 19 dicembre 1637.


Eleonora Ramirez Montalvo

Eleonora, nata nel 1602 a Genova, è stata un’educatrice e scrittrice di origini spagnole. Nel 1626 Eleonora andò a vivere con suo fratello e iniziò a dedicarsi all’educazione dei giovani orfani, redigendo infine una serie di statuti ufficiali. Acquistò la Villa della Quiete dalla famiglia Medici e vi si trasferì nel 1650 creando la congregazione delle «Ancille della Santissima Trinità», la seconda congregazione da lei fondata.


Vittoria della Rovere

Vittoria Della Rovere, quinta granduchessa di Toscana, incarnò pienamente la cultura della “purezza” e fece della purezza spirituale lo scopo della sua vita. Tale cultura le fu indubbiamente trasmessa attraverso l’educazione ecclesiastica ricevuta da sua nonna Cristina di Lorena. Nel 1634 Vittoria sposò suo cugino Ferdinando II. Il matrimonio non fu felice. Rimasta vedova nel 1670, Vittoria si dedicò alla tutela della congregazione delle Ancille e avviò un periodo di importanti lavori di ristrutturazione a Villa La Quiete.


Anna Maria Luisa de’Medici

Anna Maria Luisa de' Medici, nata nel 1667, fu l'ultima discendente della famiglia fiorentina. Conosciuta come l'Elettrice Palatina, istituì il famoso Patto di Famiglia, un contratto legale che garantiva che tutte le opere d'arte delle collezioni dei Medici rimanessero per sempre a Firenze. Dopo il suo ritorno a Firenze nel 1716, Anna scelse Villa La Quiete come sua residenza definitiva. Fece ristrutturare la villa, ampliò i terreni e commissionò ad alcuni artisti la decorazione dei suoi appartamenti con affreschi raffiguranti la natura, uccelli esotici e paesaggi.




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